
MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE
Federazione di Pavia
“Cesare Forni”
Vigevano, 08/09/08
"Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli di Salò, combatterono credendo nella difesa della Patria, meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia".
Oggi, 8 settembre 2008, l’On. Ministro della
Difesa, Avv. Ignazio LaRussa, ha pronunciato queste parole rivolgendosi ai
caduti militari della Repubblica Sociale Italiana; rendiamo atto al Ministro di
una dichiarazione coraggiosa ma – nostro avviso – riduttiva nei confronti dei
“ragazzi di Salò”. Per noi, chi scelse di arruolarsi e andare a morire, dopo l’8
settembre 1943, nelle fila della RSI o della Decima Mas, non solo merita
rispetto, ma deve essere considerato un eroe. L’armistizio Sabaudo-badogliano fu
firmato in gran segreto, dopo mesi di trattative – mentre era in corso una
guerra violenta, su più fronti, una guerra durante la quale i nostri soldati già
avevano dato numerose prove di eroismo, dalle sabbie dell’Egitto alle nevi della
Russia.
I ragazzi (spesso giovanissimi) che si arruolarono nelle fila repubblicane erano
giovani educati all’amor di Patria, alla coerenza, alla disciplina. Coerenza
vuol dire anche combattere con l’alleato seppure nella cattiva sorte.
I militi di Salò indossavano regolari uniformi, erano
facilmente identificabili, portavano con orgoglio le mostrine repubblicane, a
differenza di chi li combatteva nascondendosi sui monti, compiendo attentati e
sabotaggi e facendo ricadere così le ire delle rappresaglie Italo - Tedesche
(pratica sancita dalla convenzione di Ginevra e ad oggi applicata da tutti gli
eserciti) sulla popolazione Civile. L’8 settembre 1943 sancisce la data di
nascita del vergognoso sistema clientelare, doppiogiochista e corrotto che ha
portato il nostro amato Paese alla crisi economica-politica attuale: un sistema
emerso con “mani pulite” nel 1994, ma che ha radici ben più profonde che si
nutrono di imbrogli, tradimenti, corruzioni e continui voltafaccia, tant’è che
gli stessi Inglesi coniarono un verbo, attualmente in uso, che descrive il
“tradire stupidamente”: tale verbo è “to badolian” (Badogliare).
Nonostante lo sguardo del nostro Movimento sia nettamente
rivolto al futuro e ai problemi attuali del nostro Paese, non scordiamo da dove
arriva quella Fiamma Tricolore che rivendichiamo come “nostra”, a ricordarcelo
sono i reduci iscritti al nostro Movimento, ai quali viene riservato il diritto
di avere la tessera omaggio; sono i racconti di guerra dei reduci come l’appena
scomparso Giuliano Bortolotti a nutrire il nostro profondo rispetto e la
considerazione di eroismo per quei giovani soldati, consci di combattere una
Battaglia con armi impari, soldati che resistettero 600 giorni contro
l’invasione anglo americana da Ovest e da Sud e da quella Sovietica da est. Eroi
sono quei militi della RSI epurati mesi e mesi dopo la fine della guerra, cos’
come lo sono le vittime delle vendette trasversali attuate dalle “volanti
rosse”, eroi –ancora- sono quegli 80enni che ogni anno portano omaggio ai propri
commilitoni, caduti per l’Onore d’Italia, mentre una folla di reietti imbecilli
sventolanti stracci rossi strilla cercando di aggredirli (vedesi Schio, ndr).
“L'eroe, nell'era moderna, è il protagonista di uno straordinario e generoso
atto di coraggio…”
Permetteteci di dire che, per noi, chi scelse di continuare a Combattere con Onore, indossando una divisa e rifiutandosi di fuggire al sud o di allearsi alla compagine capital-Sovietica, in quel tragico 8 settembre di 65 anni fa, merita l’appellativo di eroe e il massimo rispetto da parte di tutti gli Italiani.
Il Segretario Federale
Del MSi-Fiamma Tricolore
Federazione di Pavia
Luca Battista